Andrew Greig – That Summer

1940, RAF, Luftwaffe, battaglia d’Inghilterra, una storiella d’amore, città bombardate che rispondono con dignità, aerei che cadono e aerei che non cadono. Gli ingredienti datati di decine di filmettini degli anni Cinquanta e forse, non so, di romanzetti popolari del periodo.
Ma questo è un libro scritto da Andrew Greig, un libro scritto benissimo: non accade assolutamente niente di interessante, ma ogni volta che qualcuno fa qualcosa, che un personaggio parla, ecco un’immagine senza pecche, non una parola di troppo o mancante.
Il risultato è un libro pallosissimo, un esercizio di bravura dell’autore che nega al lettore qualsiasi esercizio di fantasia. Qui non c’è evocazione, non c’è un fluire alla Rohmer: i film di Rohmer sono evocazione anche perché sono imprecisi, i colori provengono da pellicole forse scadute, i personaggi sono impacciati. Se il genere piace, chi guarda viene lasciato ai suoi pensieri, non è obbligato a seguire immagini all’aerografo.
SI obietta: ma anche la Lettera d’amore era scritta à la Greig, con le descrizioni persino dei sandali di uno o di un altro personaggio. Sì, ma quel libro era ambientato in un ameno paesino di mare, era pieno di oggetti che evocano vacanze – costumi da bagno, tavole a vela, pattini a rotelle – e di situazioni elegantemente microintellettuali: la piccola libreria coni pavimenti di legno, l’ami­ca che legge il romanzo nella sera d’estate, e così via. Neanche lì c’era forse evocazione, ma di sicuro funzionava la perfetta corrispondenza tra descrizione e immaginazione: un’immaginazione foggiata dalla pubblicità, dagli opuscoli delle agenzie viaggi, dai sogni stereotipati sia di romantici viaggi su barche a vela sia di vite culturalmente ricche anche se in un paesino dalle parti di Siena. La Schine (si scrive così?) non solo era brava nel suo genere, ma anche abilissima. La sfiga di un pilota della RAF non è che coincida con niente, oggidì.
Si scopre alla fine che questo racconto «has its origins in the narrative poems “A Flame in Your Heart» scritto da Greig assieme a un’altra tizia. Il che non poteva già di per sé portare niente di buono.

 

Andrea Antonini, 3 luglio 2001