Autori vari – Raccolta di testi pubblicati sul sito internet http://gnomiz.ciao.it]

Gnomiz è un sito internet metà commerciale metà culturale; offre collegamenti a negozi elettronici di software, libri, dischi, a banche dati e ad aziende varie, e ospita dei forum su argomenti più o meno culturali, ovvero sull’attualità, sui libri in circolazione e quelli che dovrebbero circolare – insomma, su qualsiasi cosa passi per la testa di chi vi partecipa, con almeno in teoria una qualche citazione che dimostri la cultura dell’autore e magari un qualche collegamento con l’intervento precedente.

Questo libro è la versione a stampa di alcuni degli interventi presenti sul sito, e sembra di capire dovrebbe rappresentare un esempio della attività di Gnomiz, una dimostrazione del suo funzionamento e dei suoi contenuti.
Ora, per quanto riguarda i contenuti siamo nelle catacombe dell’intelligenza. Queste persone si parlano addosso con pretesti pseudoculturali – il libro dimenticato, il Nobel a Fo, l’ecologia, la Chiesa. Non che ogni tanto non salti fuori qualche spunto interessante, fatto sta che qui abbiamo persone che si riuniscono, sia pure in modo virtuale, con lo specifico intento di dire cose intelligenti, e il risultato è quello che è, inevitabile.

Il grosso problema di questo libro, però, non riguarda i contenuti, ma il suo senso. Di forum in internet ce ne sono a decine di migliaia, sugli argomenti più disparati, dalla decorazione dei fucili dei soldatini di piombo ai consigli su come meglio utilizzare gli ecoscandagli sulle navi da pesca. Uno passa, dà un’occhia­ta, leggiucchia, magari inserisce una parola chiave per vedere se qualcuno ha trattato un argomento che gli interessa, scrive la sua e se ne va.
Non ha alcun senso trascrivere su carta ciò che è stato pubblicato in un forum internet. Al massimo uno può citare un intervento, dire «… a questo proposito ho letto su Gnomiz…», certo non proporre un milione e mezzo di battute di aria fritta.

È curioso che gli stessi curatori del forum non si rendano conto del loro errore.

Andrea Antonini, 23 novembre 1999