Barri Buzan & Gerald Segal – Anticipating the Future. Twenty Millennia of Human Progress

«[This book] is based on an understanding of where we have come from in the past several millennia, and where we are placed for the next few. The central idea is that we can best understand where we are now, with reference to where we have been and where we might be going. […] we think that there are firm grounds for opti­mism about the human condition […]».
Insomma, una storia dell’umanità, partendo dagli avvenimenti di questo secolo – dall’attuale globalizzazione alla caduta del comunismo alla guerra fredda ecc. – e in avanti guardando al 2050 e tentando una visione dall’anno 7000.

Brevi citazioni fuori testo ma pertinenti sono inserite lungo il libro, Aristotele, Nietzsche, Camus ecc.

L’idea era buona, vedere con occhio da storico il presente e soprattutto il futuro, fornendo uno strumento per comprendere come potrà essere: non tanto per giocare al veggente, quanto per potere acquisire un senso complessivo del cammino umano.

Però, passata la prima pagina, questo libro è di una noiosità indicibile.
Inoltre: «At 5000 years’ distance connections from past to present are almost non-existent»: bella scoperta. Molta parte del libro è dello stesso tenore: «[…] the politics of intense, multi-level, planetary interdependence is not more than half a century old» ecc.

D’accordo, tanta gente non ‘sa’ neppure queste cose – ma quella stessa gente non comprerebbe questo libro, per sua fortuna.

 

Andrea Antonini