Demetrio P.F. Iero & Adriana Pesante – La conoscenza occultata

«Con questo libro abbiamo voluto far parlare ancora tanti grandi e coraggiosi ricercatori che, impavidi perché spinti dalla pura voglia di esplorare l’immenso miracolo della Vita, e sorretti dal desiderio divino di dare all’umanità un’esistenza priva di sofferenza, hanno pagato direttamente i loro sogni di luce».
Perbacco, e chi saranno costoro? Una serie di uomini che fatte scoperte scomode per la scienza ufficiale – dalla definitiva cura per il cancro all’estrazione dell’energia elettrica dall’aria fresca – sono stati fatti fuori dalla scienza ufficiale stessa con indifferenza o derisione, se non congiure, false accuse e prigione.
I temi sono quelli ricorrenti in libri del genere: l’uomo parte integrante dell’universo, «ologramma cosmico», l’esistente – uomo per primo – elettricamente polarizzato e quindi soggetto nel bene e nel male alle influenze elettriche ed elettromagnetiche. I segreti delle piramidi svelati, con ricercatori che tra due calamite e un modellino della piramide di Cheope scompaiono alla vista degli altri, fantasiose dimostrazioni della sopravvivenza dello spirito alla morte corporea. Poi naturalmente, i chakra – i centri energetici del corpo umano –, le foto Kirlian per vedere l’aura elettromagnetica emessa dal corpo, massicce dosi di retorica: «Gli sciamani, i guaritori, gli stregoni di una volta usavano e usano tuttora neutralizzare le zone nefaste con speciali preghiere e con rituali magici, ben sapendo che la Terra è viva, che sente ed ascolta. Ma come è possibile che delle preghiere e dei riti possano scacciare il drago? Come è possibile che i santi guerrieri e i giganti del passato riuscissero a fermare la “Bestia”? La Terra ascolta le imprecazioni, le benedizioni e le preghiere dell’uomo? La Terra ci parla, ma noi la sappiamo ascoltare?».

Che la vita sia un mistero ben più paranormale del piegare cucchiaini con il pensiero è un fatto. Che probabilmente siamo sottoposti a mille e mille influenze di cui non sospettiamo neppure l’esistenza è più che accettabile. Che la scienza ufficiale spesso sia dannosa e che di certo tenda a eliminare tutto ciò che non le va è ormai assodato – si pensi all’omeopatia, la cui base scientifica è nulla e che pure porta spesso benefici tangibili.

Tuttavia non è passando per il vittimismo, per l’approssimazione, per l’evocativo che questi «grandi e coraggiosi ricercatori» potranno portare il loro contributo all’umanità (dando per buono che abbiano da contribuire).
Io non so se la lunghezza d’onda del rosso sia la stessa del DNA (capitolo X), e tutto sommato non capisco neppure che cosa significhi – ma vista la serie di cretinate del capitolo XI, sull’inquinamen­to elettromagnetico, posso pensare che rosso e DNA non c’entrino un fico secco.
Segue la corrispondenza tra giorni della settimana e colori: oggi è lunedì, quindi arancione. Perché? Boh, bisognerà andarsi a leggere la fonte: Die kosmische Oktave. Der Weg zum universellen Einklang.
E sarà vero che il signor Morris Fishbein, «editore della rivista “Jama”» (penseranno che sia un mantra, manco gli acronimi sanno sciogliere: «Journal of the American Medical Association») cercò di entrare in società con un guaritore di cancro poi incarcerato? La fonte? Teleterapia, del signor Bhattacharyya, edizioni Mediterranee.

Alcuni capitoli poi sono talmente surreali da affascinare. Come la vicenda di Leon Ernest Eeman, pilota della prima guerra mondiale precipitato e dichiarato invalido per la vita. Macché invalido. Eeman aveva notato «che esseri umani ed animali, quando erano stanchi o malati, univano istintivamente gli arti (ad esempio nell’uomo, le mani e i piedi). Ma perché quest’atteggiamento? Così come si fa con un magnete a forma di ferro di cavallo quando lo si vuole ricaricare [?], allo stesso modo gli animali si ricaricano di energia (che Eeman chiamò forza x) incrociando gli arti, per poi separarli quando la stessa è stata recuperata. Queste osservazioni indussero Eeman a costruire un semplice strumento, utilizzando dei fili di rame per unire le mani una alla base e l’altra alla sommità della colonna vertebrale. Dopo circa due anni dalla dimissione dall’ospedale, con l’utilizzo del suo strumento egli aveva recuperato quasi del tutto la salute, sconfiggendo anche l’insonnia che lo tormentava e sentendosi più equilibrato e rilassato».

Il già citato dottor Bhattacharyya è un pezzo grosso dell’ambiente: «[…] è stato direttore del’­Oriental Institute di Baroda in India. Grande medico, specializzato in omeopatia, ayurveda e medicina tradizionale [uno specializzato in tutto, dunque], ha operato durante la prima metà di questo secolo. È divenuto famoso in tutto il mondo per il suo sapere eclettico […]». Tra i molti suoi meriti l’invenzione della teleterapia: «Radiazione di medicine: le medicine di qualsiasi tipo, omeopatiche, allopatiche, ayurvediche, ecc. possono essere trasmesse in “forma sottile” a qualsiasi paziente, in qualsiasi parte del mondo con un processo di teleterapia. Bhattacharya consiglia il seguente metodo: due piccoli contenitori con l’imboccatura coperta da un tampone di garza, contenenti il rimedio necessario per la cura, devono essere attaccati ad un disco di circa 8 o 9 cm di diametro fissato al perno centrale di un motore rotante, oppure devono essere posti davanti al cono di un altoparlante che funge da vibratore. I raggi emessi dal rimedio penetrano il testimone raggiungendo così il soggetto trattato e compiendo la loro funzione curativa».

Non manca la musica con i suoi poteri. Si va da constatazioni di alto livello: «I bambini, quando sono nervosi e irrequieti, si calmano con un ritmo musicale adatto: nenia, ninna-nanna, cantilena», ai sorprendenti risultati di «gruppi di ricerca accreditati»: chi avrebbe mai detto che la nota musicale ‘si’ «corrisponde al sangue ed all’equilibrio del sodio, del potassio e di altri minerali ed ha un’influenza diffusa un po’ su tutto il corpo»? E che dire di una «voce esitante e incerta»? Pronti: «può rivelare un disagio momentaneo, o forse anche qualche insicurezza di origine più profonda». Ah, gli «stregoni, sciamani, sacerdoti» sì che sapevano usare la terapia vocale.

È questo un libro su tutto, che non dice assolutamente niente. Una scopiazzatura acritica di libri «alternativi».

Degli argomenti che conosco direttamente non c’è un’affermazione che sia esatta, altri su cui ho chiesto a chi ci lavora sono altrettanto campati in aria, e non parlo degli aspetti esoterici, ma chimici, elettronici. Che credito possono avere affermazioni nel regno dell’occulto o dello sconosciuto (se ne possono avere) se quelle riguardanti fatti fisici noti sono errate?
Non sono state le piogge acide a danneggiare la foresta nera? Che cosa allora: i «radar militari USA a triodo levogiro» – ah, ecco, solo che il triodo levogiro non esiste, e peccato che l’acidità non sia con «pH superiore a 7» (nota 17 del capitolo XI), ma il contrario.
E mi spiegano gli autori come faccio ad abitare in una casa esente da «emissioni di satelliti fissi», visto che appunto sono fissi lassù a 36.000 chilometri sopra l’equatore? (Peraltro totalmente innocui).

E vorrei che gli autori mi spiegassero con parole loro cosa significa che «sia l’industria aerospaziale che l’elettronica fine hanno sostituito con successo i vecchi circuiti stampati con una nuova generazione di circuiti costituiti da semplici disegni serigrafati, oltre che del percorso conduttore, anche dei componenti elettronici: transistor, diodi, triodi [e dài], condensatori, ecc.». Certo, significa che i componenti si sono miniaturizzati tanto da poter essere integrati in singoli moduli (detti appunto «circuiti integrati»); ma si scordino che ciò sia dovuto al fatto che il «disegno è più potente dell’oggetto che rappresenta, perché, essendo più semplice, presenta meno difetti» – dipende solo dall’evoluzione della tecnologia laser.

Veniamo al dunque. Ripetendomi: che esistano miliardi di misteri è indubbio; che forze di cui non sospettiamo neppure l’esistenza influenzino la nostra vita e quella dell’universo è più che probabile; che moltissimi guariscano con cure apparentemente impossibili possiamo testimoniare tutti; che la scienza ufficiale sia tosta e spesso odiosa è un dato di fatto.
Ma non è con libri di questo genere che le realtà – se lo sono – sconosciute possono trovare spazio.
Intanto il tono lamentoso. Se hai ragione, ma perbacco, vediamo, fammi vedere, guariscimi l’amico con il tumore ai polmoni, portami prove, argomenti – difficile credere che uno possieda LA cura e un potere immenso la possa nascondere agli occhi del mondo, in fin dei conti l’improbabile omeopatia oggi è persino mutuabile.
Se poi un tale potere esiste, allora si tirino fuori le unghie – ma meglio due lagnette, così non si deve neanche dimostrare niente.

Poi l’imprecisione. Se per dare credibilità a discorsi esoterici vuoi fare riferimento ai fatti fisici del mondo materiale, be’, informati, indaga. Le edizioni Mediterranee non sono tra le migliori quanto a punto di riferimento. E poi è inutile che tu mi dica che la tale affermazione è del «prof. Kunnen»: chi è costui, cosa fa, quali sono i suoi crediti? E tanto altro.1
Rimane poi la domanda di fondo: perché senti il bisogno di scrivere un libro così? Ce ne sono, appunto, già tanti, tutti uguali, ci sono le riviste new age, ci sono (o c’erano, non so) corsi di tutti i tipi su queste faccende.
Ognuno degli argomenti trattati, scartando quelli del tipo «Saturno corrisponde al piede destro» sarebbe, avendone voglia, meritevole di una lunghissima indagine. Se il tizio che cura la leucemia con i calzini usati del nonno è finito in galera, forse lo avranno anche incastrato, ma non mi basta la parola di Iero e Pesante, che per di più l’hanno sentito dire da chissà chi, a cui l’ha detto la portinaia. Per quello che ne so ha rubato al supermercato. Se credi davvero in questo tizio, va’ a intervistarlo, accumula dati, fatti, portaci tuo figlio quando è malato e racconta la tua esperienza.2
L’unica cosa positiva del libro – è scritto benino.

1 Ad esempio la nota 10 del capitolo XI: «All’inizio di questo secolo, quasi tutte le nazioni della terra hanno adottato la corrente elettrica alternata, per uso civile e industriale, a 50 hertz, come proposto da Guglielmo Marconi, invece di 60 hertz come proposto da Tesla. In radionica, la frequenza dei 50 hertz si identifica con lo stato di morte. C’è da chiedersi come mai i potenti dell’epoca decisero all’unanimità per i 50 hertz. La scelta fu dettata dal caso, da cognizione scientifica, oppure dalla comune decisione (tenuta ovviamente segreta) di condizionare l’energetica umana e di conseguenza la reattività delle popolazioni, ottenendo un più facile controllo su di esse?». Peccato che in tutta l’America del Nord e centrale e buona parte di quella del Sud, nonché a Cuba e in parte dell’Oceania la frequenza sia di 60 Hz – non mi sembra che gli americani siano meno rintronati di un londinese
2 Come quella di un imbianchino cileno che sistemandomi la casa mi raccontava della gravissima malattia del figlioletto, salvato dal padre dell’attore Kabir Bedi, dotato di poteri misteriosi. Non so se sia vero, ma certo quella vicenda da sola era più attendibile di tutto questo libro. O i tantissimi racconti di guarigioni grazie a quel prete che negli anni Quaranta tra gli improperi guariva i milanesi poveri dai malanni peggiori. Sarà stato vero? Certo è che molti anziani ancora se ne ricordano – una storia, comunque, bellissima.

 

Andrea Antonini, 31 maggio 1999