Timothy Findley – Pilgrim

La vicenda dello storico dell’arte Pilgrim, suicida già dichiarato morto e ‘resuscitato’ dopo sette ore, ricoverato nella clinica svizzera in cui lavora Jung, e le beghe personali di Jung stesso, vengono tenute assieme con il vinavil in questo libro, di una pesantezza rara, lentissimo.
Se all’inizio l’abbondanza di particolari può portare il lettore in una dimensione di calma pesantezza – quella dei tendaggi di panno inizio Novecento –, ben presto lo stesso lettore comincia a chiedersi: oddìo, ma non sarà mica tutto così! E invece è tutto così. Una Europa falsa, introspezioni fasulle, banalità di bell’aspetto – il tutto forse a uso dei canadesi, che hanno così tanto premiato l’autore.

 

Andrea Antonini, 23 febbraio 2000