Fulvio Tasti – La Parigi musicale del primo Novecento. Cronache e documenti

Libro fedele al titolo. Attorno ad alcuni dei fatti musicali attorno al secolo – più o meno di rilievo – l’autore costruisce dei brevi racconti tecnicamente corretti: notizie puntuali, le voci dei protagonisti, il contesto definito, l’aneddoto, eccetera. L’attrazione di Ravel per Satie, Wagner in Francia, i commenti di Debussy su opere deludenti o meno dei colleghi, l’arrivo della musica russa assieme ai ritmi e ai suoni d’oriente sentiti per la prima volta all’Esposizione universale. Tutto molto bello e interessante.
Ma: primo, pesante; secondo, bisogno proprio essere interessati all’argomento, altrimenti sono parole vuote. Ciascuno di questi articoli è un volumetto a sé, non è questo un libro che si possa leggere dall’inizio alla fine, soprattutto per via di uno stile ineccepibile ma antiquato, perfettamente preciso ma che assieme a una sovrabbondanza di dati un po’ stride con la leggerezza dei fatti raccontati (molta roba andrebbe passata in nota al piede – ma si riuscirebbe a farlo?).
Questo libro mi lascia molto in dubbio. Dir di no e basta mi dispiace e non sarebbe giusto. Prenderlo così com’è è follia.
Direi: se l’autore è disponibile, si può vedere di fare una selezione dei saggi e pubblicarne quattro o cinque in un primo volume, eventualmente seguito da un secondo (terzo, quarto, quinto…). Inevitabile anche un lavoro di editing.
Qui le battute sono già quattrocentomila, in tutto saranno un milione e mezzo.
Inevitabile un secondo parere, magari con discussione, ma non vedo grande futuro per questo libro del simpatico Fulvio Tasti.


Andrea Antonini, 8 gennaio 2001