May R. Berenbaum – Buzzwords. A Scientist Muses on Sex, Bugs, and Rock’n’Roll

Raccolta di articoli umoristici pubblicati sull’«American Entomologist» (settemila copie). La Berenbaum è un’appassionata entomologa ed è provvista di un buon senso dell’umorismo, notevole almeno secondo gli standard attuali.
Il libro è diviso in quattro parti: How entomologists see insectsHow the world sees insectsHow entomologists see themselves – How an enthomologist sees science.

Longevità e flatulenza: quanto metano emettono le termiti? Come si cava uno scarafaggio da un orecchio: vari sistemi a confronto (con digressione sugli orifizi umani). Sesso tra insetti e analogie (analogie?) con l’uomo.
E poi gli argomenti cari ai ragazzini: la mosca più veloce, il cannibalismo sessuale, le formiche come animali da compagnia (diciamo ai ragazzini americani).

Gli insetti sono l’argomento del libro, ma di entomologia ce n’è poca: sono soprattutto l’occasione di scherzi e facezie. Divertenti o amabili diversi capitoli, per esempio sugli insetti commestibili (p. 119): «Werner Muller, a biologist from Hannover, Germany, considers cockroaches “one of nature’s most perfect foods….they’re superb source of protein, one of the nature’s best-balanced snacks”» (p. 73), e l’autrice – che si astiene perché vegetariana – non esita a dimostrare agli studenti come il proprio marito apprezzi i vari scarafaggi prelibatezze esotiche (p.122).

E gli insetti in musica (i titoli di canzoni), i videogame con insetti, e gli insetti adottati dai vari stati americani – gli state insects.
Non manca un capitolo sui mirabolanti repellenti acustici contro le zanzare (p. 138).

L’ultima parte è entomologicamente autobiografica, con racconti dell’autrice sui propri timori circa l’esatta pronuncia il nome di un insetto: P450s, seguiti da considerazioni sugli acronimi in scienza, sulle recensioni ricevute, fino al proprio difetto nel labirinto che le provoca nausea a ogni spostamento su veicoli: motivo per cui il suo campo di ricerca rimane decisamente circoscritto (la Berenbaum non perde occasione di vomitare ovunque le capiti). Aggiungiamo un po’ di discorsetti rivolti agli studenti circa i loro preconcetti sui professori fannulloni e carogne.

Difficile raccontare un libro umoristico. L’autrice scrive degli articoli davvero buoni, possiede un sense of humour che pur riconoscibilmente americano batte di gran lunga molti autori comici di professione avvicinandosi talora a quello di Jerome, ed è una persona simpatica.
Però il libro in quanto libro è nel complesso debole soprattutto perché raccolta di articoli, e se alcune pagine sono piacevoli, manca tuttavia un senso complessivo, siamo vicini alla raccolta di battute che pur buone senz’altro non arrivano a meritare addirittura una traduzione. Insomma, manca un argomento forte, manca un nome riconoscibile, tutto sommato non saprei che dire a un potenziale lettore per invogliarlo all’acquisto – teniamo d’occhio l’autrice.

La Berenbaum a un certo punto cita la biografia di Sylvan Goldman – l’uomo che ha inventato il carrello della spesa. Fidandomi di lei darei un occhio a questo libro, fuori catalogo, pubblicato dalla University of Oklahoma Press nel 1978.1

 

1 Terry P. Wilson, The Cart That Changed the World. The Career of Sylvan N. Goldman, University of Oklahoma Press, Norman OK, 1978.

Andrea Antonini, 27 novembre 2000