Nuccio Ordine – [su Giordano Bruno]

Non dubito delle profonde conoscenze dell’autore, ma leggendo e rileggendo questa sua «Introduzione» non riesco a trovarvi una logica, un senso, una motivazione d’essere – in questa forma.

È più un insieme di dispense universitarie, un esteso pro-memoria, che non un saggio in sé conchiuso e utilizzabile da un lettore non specialista bruniano (bruniano?), e anche in quel caso non so con che utilità.

Questa «Introduzione» non funziona, non accenna nemmeno a funzionare.
Appunti di lezioni, non di più.1 O forse, com’è in questo caso, introduzione agli scritti, un’introduzio­ne però accompagnata dagli scritti, a loro volta accompagnati, immagino, da un apparato critico adeguato.

Non vedo utilizzi editoriali per questo saggio, neppure con tagli e rimaneggiamenti.

1 D’altra parte, segnala l’autore che alcuni «paragrafi, quelli iniziali e finali, sono stati oggetto di un seminario che ho tenuto a Londra […]».


Andrea Antonini, 28 gennaio 2002