Gerhard Prause – Niemand hat Kolumbus ausgelacht. Populäre Irrtümer der Geschichte richtiggestellt

Nessuno ha riso di Colombo, Galileo non è mai stato in galera, mica vero che Lutero abbia appeso le novantacinque tesi sulla porta, e non c’è stato alcun «Kindermord zu Betlehem».
Prause sin dal sottotitolo annuncia di voler mettere a posto le cose. Lo fa, ma non si sa bene quale sia il vantaggio per il lettore. Qui non abbiamo «Irrtümer der Geschichte», ma semplicemente tradizioni, del tutto irrilevanti ai fini delle verità storiche rilevanti. Perché togliere agli amburghesi il piacere di abitare la «Freie und Hansestadt Hamburg»? Sarà pure «eine Legende daß Hamburg im Jahre 808 von Karl dem Großen als eine freie Reichsstadt gegründet wurde»; ma visto che «[das] Attribut “Frei” haben die Hamburger sich selber zugelegt», li si lasci in pace.
E perché rinunciare alla bella immagine di un Lutero che una mattinata di un freddo bestia si alza e va a martellare le sue tesi sulla porta del Duomo?
Come se ci venissero a spiegare che i Mille di Garibaldi erano in verità trecentoventotto, mi troverei a sostenere strenuamente che no, erano mille, forse un paio di più, ma non di meno.
Ci sono poi faccende misteriose o quasi, come quella degli amburghesi.
Le bugie hanno le gambe corte, dice Prause, correggendosi però subito, che non si travisi: «Aber auch das ist eine Legende». Insomma, questo libro non è divertente, le leggende che va a toccare proprio perché leggende vanno bene così, la lettura da incuriosita agli inizi si trascina poi annoiata. Si salta dagli episodi più noti (Lutero, Erode, Galileo, Colombo) a quelli che «boh», e infine i meno conosciuti sono i migliori, perché almeno attraverso la correzione degli errori si conoscono le vicende.
Libro scritto bene, ma sproporzionato, antipatico, inutile e poco vendibile.

 

Andrea Antonini, 7 dicembre 1999