Predictions. 30 Great Minds On the Future

Diciamo subito che il titolo è un po’ truffaldino. È vero che trenta ‘pensatori’ si esprimono qui sul futuro, ma la maggior parte del libro è costituita da annotazioni biografiche, veri e propri curricula, dei pensatori stessi, e inoltre spesso più che di predictions, si tratta di auspici, speranze, ipotesi: «In my shopping list I would certainly include more spread and consolidation of democracy» (Amartya Sen, p. 222); «In the twenty-first century I should like to see…» (Paul Davies, p. 53); ecc.

«First profiled in a series for “The Times Higher Education Supplement”, for this book all 30 [thinkers] were asked to supplement those original interviews with a prediction for the 21st century. […] Their predictions encompass fields as diverse as biology and politics, philosophy and physics […]» (p. IX).
Alla fin fine ciò che domina è la noia. Qualcuno se la cava meglio di altri, magari Arthur C. Clarke (a p. 43); altri capitombolano su se stessi, come Andrea Dworkin (a p. 93); i più lasciano il tempo che trovano, come Umberto Eco (a p. 104).

Le presentazioni di cotali personalità, di autori diversi, sono grigine, voci d’enciclopedia che trasmettono poco delle qualità dei biografati. Questi, poi non si sforzano molto. Ma essendo improbabile che ben trenta persone, alcune delle quali di sicuro notevoli, si limitino in coro e con tono monocorde ad auspicare un bello sviluppo del proprio rispettivo campo di studi, diamo pure la colpa al curatore.

Andrea Antonini, 20 dicembre 1999