William Souder – A Plague of Frogs. The Horrifying True Story

Nel 1995 alcuni studenti trovano rane deformi. Inquinamento? Anomalie genetiche? Ci sono casi precedenti? Indaghiamo.

Quattrocentottantanove esasperanti pagine per descrivere fin nei più insignificanti dettagli la ricerca delle cause di queste anomalie. Arti mancanti, arti in soprannumero, le segnalazioni di ritrovamenti si moltiplicano, viene creata una banca dati, gli esperti discutono, aleggia, soprattutto all’inizio e alla fine, una morale ecologista: «So the frogs are telling us a lot – so much, perhaps, that we cannot fully understand the message yet» (p. 486).

Già l’argomento, forse per la sua monograficità spinta, non è che riesca a intrigare più che tanto. Ma arrivare a pagina 468 e leggere che «Within limits, everyone’s speculations on the deformities in Minnesota have thus far been proven right» è davvero troppo. D’accordo, non è un romanzo giallo, con il colpevole da scoprire, ma l’autore, con la sua scrittura da relazione FBI, tutto sommato inganna il lettore, implicitamente promettendo grandi rivelazioni se solo avrà la pazienza di seguirlo nelle sue minute descrizioni. Uno arriva a pagina 355 e legge che «As the autumn of 1997 approached, the deformed frog investigation entered a new phase» , ma chi ci crede ormai più, troppe volte l’autore ha promesso nuove fasi. Souder poteva cavarsela con una settantina di pagine sobrie e interessanti.

 

Andrea Antonini, 11 gennaio 2000