Philip M. Tierno, Jr. – The Secret Life of Germs. Observations and Lessons From a Microbe Hunter

Un libro interessante, su due livelli e con una sorta di morale affine a quella espressa nel Dust di Amato.
I due livelli sono quello teorico – che cosa sono i germi, da dove provengono, come si diffondono, la differenza tra quelli buoni e quelli nocivi – e quello pratico, quotidiano: perché e come difendersi dai germi (dove per germe l’autore intende tutto ciò che va dal batterio alla mosca).
L’aspetto che possiamo definire morale, ma che è più una costatazione , riguarda l’indifferenza delle generazioni recenti nei confronti dei problemi delle infezioni. L’autore vede cioè che il problema dell’igiene non viene o non viene più sentito come in passato, in quanto i più giovani sembrerebbero dare per scontato il benessere fisico, senza preoccuparsi più di tanto di mantenerlo attraverso una adeguata considerazione del piccolo.

Benché impostato come libro prima di tutto teorico, è chiaro che all’autore preme sottolineare come la scarsa igiene o la mancanza di precauzioni nel nostro contatto con il mondo siano fonte di guai alla salute più o meno gravi. Dal lavarsi le mani dopo essere stati in bagno ai problemi dell’alito cattivo, agli strani odori dei neonati, alle problematiche degli assorbenti femminili, fino alla corretta pulizia del cibo, Tierno spiega quali siano i problemi e come risolverli, attraverso protective response strategies.

Il libro è interessante, sia per l’argomento sia per i continui collegamenti con la vita quotidiana (dalla qualità del materasso al perché un dentifricio sia migliore di un altro per quanto riguarda l’eliminazio­ne dei batteri orali).

Credo tuttavia che non venderebbe granché. Personalmente rasento il maniacale, per quanto riguarda la pulizia e l’igiene, ovviamente sarei quindi ben contento di diffondere le sante parole di verità di Tierno.
E al di là degli eccessi c’è effettivamente poco interesse e poca cura per la prevenzione (basta entrare in un bar, magari in agosto, e vedere i panini grondanti di maionese del giorno prima, o anche solo considerare la malsana abitudine dei baristi di maneggiare i soldi e poi impiastrare le mani nella mortadella che ti serviranno).
Ma spesso l’argomento igiene quotidiana viene schernito, e non solo per quanto riguarda il lavarsi le mani prima di mangiare, ma anche e soprattutto in situazioni che richiederebbero la massima attenzione, come negli ospedali (e ricordo di un dentista che senza guanti né lavaggio mi ficcò in bocca la mano che mi aveva stretto due minuti prima), dove le infezioni da ricovero rappresentano il venti per cento delle malattie da curarsi nello stesso luogo, come sottolinea Tierno.
Mi sembra insomma che non ci sia spazio commerciale per un libro così. In una città sommersa dagli escrementi di cane non credo ci sia spazio per Weltanschauungen come il non lavare assieme gli asciugamani e le mutande.
Di Tierno uscirà prossimamente Protect Yourself Against Bioterrorism.


Andrea Antonini, 21 dicembre 2001