Tony Thorne – Children of the Night. Complete History of Vampires and Vampirism – fiction, film and the real world

(proposal)
«Children of the Night provides an authoritative end-of-century view of the vampire phenomenon by drawing together the strands of the legend that have been woven by past generations, but also by considering hitherto neglected questions of the Vampire’s role in popular culture and by looking at the reality of contemporary Vampirism as well as its historical manifestations».

Dichiarazione allettante, tuttavia questa quindicina di pagine di proposta non invoglia a leggere (e in questo caso men che meno a comprare) il libro che uscirà. Superata la Prefazione, in cui troviamo tra l’altro un sondaggio su quanti americani credano nei vampiri, un po’ di Internet e una breve relazione sui moderni bevitori di sangue – giovanotti per lo più americani che rubano attrezzature per trasfusione o se la cavano con lamette o con i denti e si bevono il sangue degli amici («di solito consenzienti») in club privati – ci si trova di fronte (almeno nell’indice) a temi di una certa complessità e in teoria di sicuro interesse1. Thorne sembrerebbe essersi ben documentato (ma quindici pagine sono pochine) e affronta con sicurezza sia i fatti storici sia gli aneddoti, fornendo spiegazioni scientifiche a credenze e timori popolari.
Non so quanto verrà lungo questo libro, certo è che quanto ora disponibile è sufficiente a sfinire. Gli argomenti sono non tanto esposti, quanto accatastati. L’autore allinea fatti su fatti, senza distinguere ciò che conta da ciò che è contorno. Non c’è sviluppo, non si riesce a entrare nell’argomento. In un solo paragrafo, una ventina di righe, riescono a stare Plinio, i gladiatori, Costantino e gli apostoli Pietro e Paolo, i papi Innocenzo VIII e Sisto V, Poppea, Messalina, Lucrezia Borgia… Il risultato è un vademecum, una raccolta di interessanti informazioni – presentate criticamente – da affrontare con un potente indice analitico. Solo che l’intenzione non credo fosse questa. Credo che fosse di offrire un libro scorrevole – un’esposizione storica e, come peraltro dichiarato all’inizio, un collegamento con «fin-de-siècle decadence, Freudian nightmares, drug addiction, AIDS». Un progetto troppo ambizioso per un Thorne.

1 I contenuti dei capitoli: «[…] Original revelations concerning modern underground blood-cults» – «The prehistoric, biblical and classical precursors of the vampyre in myth and relligious imagery. Parallel myths and supernatural beings in lesser-known tribal and shamanistic cultures. Mediaeval monsters including Vlad II the Impaler, the first Dracula» – «The origins of the modern vampire myth in the folklore and folk-panics of Austria-Hungary’s provinces […]» – «How the vampire has been ap­propriated for Catholicism, Freudianism, Existentialkism, Marxism, Nationalism, Sexual politics. The psychology of the vampire and the notion of hysterical auto-suggestion; occultism and the supernatu­ral. The Pathology of the serial killer» – «Some conclusions and a new theory of vampirism […]».


Andrea Antonini, 24 dicembre 1997